La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli
ha partecipato a Genova alla cerimonia di avvio delle operazioni di
sollevamento della prima parte di impalcato del nuovo viadotto
Polcevera.

“Un commosso e sincero ricordo delle vittime e un abbraccio alle famiglie che ho incontrato in passato – ha detto la De Micheli – “Genova è una città straordinaria, ferita ma mai piegata simbolo di cosa possiamo fare come comunità. Gratitudine autentica a donne e uomini che senza telecamere ogni ora lavorano per la ricostruzione. Da ministra raccolgo le parole di Renzo Piano sulla sicurezza nei cantieri. Le regole ci sono, a noi spetta farle rispettare perchè determinano la qualità finale di ogni manufatto. Questo ponte è un simbolo di legame che l’Italia intera vuole avere con Genova”.

Le operazioni di sollevamento della trave che sorreggerà il primo impalcato del nuovo viadotto sul Polcevera tra le pile 5 e 6 sono state annunciate da un suono di sirena: oltre alla la ministra De Micheli, a dare l’avvio il premier Giuseppe Conte, del sindaco Bucci, del governatore Toti, dell’architetto Piano che ha donato il disegno del viadotto.

Martedì 1 ottobre alle ore 10.10 due enormi gru, già utilizzate per lo smontaggio del Ponte Morandi, hanno sollevato a circa 50 metri di altezza dal suolo sulle pile 5 e 6 la prima campata del nuovo viadotto, lunga 50 metri e pesante 500 tonnellate.

È la prima parte di impalcato a comparire sullo skyline della Valpolcevera e costituirà, insieme alle altre 18 che saranno varate nei prossimi mesi, il nuovo ponte realizzato da Salini Impregilo e Fincantieri Infrastructure (società del gruppo Fincantieri) attraverso la società PERGENOVA.

L’evento si è tenuto alla presenza del Presidente del consiglio, Giuseppe Conte, del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, del Commissario delegato per l’emergenza di Ponte Morandi e Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, del Commissario straordinario per la ricostruzione e Sindaco di Genova, Marco Bucci, dell’amministratore delegato di Salini Impregilo, Pietro Salini, del presidente di Fincantieri Giampiero Massolo e dell’amministratore delegato Giuseppe Bono. Insieme a loro l’architetto e Senatore a vita Renzo Piano, che ha firmato il progetto dell’opera, e l’Arcivescovo Metropolita di Genova Cardinale Angelo Bagnasco.

Una cerimonia dall’elevato valore simbolico, perché ha unito il ricordo della tragedia del 14 agosto 2018, quando 43 persone persero la vita per il crollo del ponte Morandi, all’immagine del nuovo ponte in costruzione, sempre più occasione di rilancio, non solo per Genova ma per l’Italia intera.

«Abbiamo tenuto fede a una promessa fatta meno di dodici mesi fa – dice Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri – lavorare bene, lavorare in fretta. L’abbiamo fatto come atto di riconoscenza per una città che consideriamo casa, siamo un’azienda genovese, e abbiamo questa terra nel nostro DNA. Ma a questo ponte sta lavorando tutta l’Italia, con l’acciaio che arriva dai nostri stabilimenti dal Veneto alla Campania, con oltre 1.000 persone tra tecnici, ingegneri e maestranze provenienti da tutto il paese, un’unica grande squadra che da Nord a Sud condivide i successi e supera insieme le sfide. L’obiettivo è restituire alla città e al Paese un’infrastruttura nevralgica in tempi record. Ci piace immaginare che questa prima campata tracci simbolicamente la traiettoria da seguire, andare avanti mostrando che anche in Italia si possono costruire bene grandi opere, soprattutto quando le forze produttive di questo Paese lavorano assieme unendo know how unici e sperimentando modelli innovativi di collaborazione tra imprese e istituzioni».

«Siamo di fronte a un’opera molto simbolica – continua Pietro Salini –prodotto di uno spirito di iniziativa collettivo, un’esperienza di collaborazione che da oggi vorremmo chiamare Cantiere Italia, perché ci piacerebbe considerarla come un modello da esportare al resto del paese per far ripartire le infrastrutture. Questo è considerato il paese dei cantieri bloccati, abbiamo 36 miliardi di opere bloccate in Italia e con esse il lavoro, lo sviluppo, la crescita dei giovani. Ma quest’opera dimostra che in Italia le infrastrutture si possono fare. E che si possono fare in modo veloce e trasparente mantenendo una altissima qualità. Genova diventa così un simbolo e un precedente per il resto del paese. Quello che costruiremo – ha proseguito Salini – è un ponte ipertecnologico, sostenibile perché capace di autoalimentarsi, sicuro, consegnato alla cittadinanza in tempi record, e realizzato nel primo cantiere al mondo totalmente trasparente, con webcam attive 24 ore su 24, sette giorni su sette. Un cantiere che abbiamo deciso di aprire ai ragazzi, con visite delle scuole primarie e secondarie di Genova, e alla cittadinanza, che grazie allo Spazio Ponte, mostra permanente allestita nel Porto Antico, potrà partecipare alla costruzione di questa bellissima infrastruttura».

La giornata è stata infatti anche l’occasione per l’inaugurazione dello Spazio Ponte nel cuore vecchio di Genova, presso Porta Siberia, al Porto Antico.

Un punto di incontro e informazione dedicato al nuovo ponte, dove è possibile apprendere le caratteristiche tecniche dell’opera, ammirare il modello testato nella galleria del vento, misurarsi con ricostruzioni digitali dell’infrastruttura, esercitarsi nei laboratori, immergersi nel cantiere seguendo le immagini riprese dai droni, scoprire come si costruisce un ponte.

Lo Spazio Ponte è un luogo aperto alla cittadinanza e a chiunque voglia saperne di più sull’opera, un’altra porta per entrare nel cantiere, ma anche uno spazio di collaborazione fra cittadini e amministrazione per lo scambio di idee in incontri in cui si possa condividere il futuro di infrastrutture e mobilita sostenibili.

L’articolo Genova, avviate le operazioni di sollevamento del viadotto Polcevera proviene da Unione Geometri.

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Autore: Mauro Melis

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