{"id":11112,"date":"2019-06-18T03:00:20","date_gmt":"2019-06-18T01:00:20","guid":{"rendered":"https:\/\/cfdfeaservice.it\/index.php\/2019\/06\/18\/come-contenere-le-vibrazioni-negli-alberi-rotanti\/"},"modified":"2019-06-18T03:00:20","modified_gmt":"2019-06-18T01:00:20","slug":"come-contenere-le-vibrazioni-negli-alberi-rotanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cfdfeaservice.it\/index.php\/2019\/06\/18\/come-contenere-le-vibrazioni-negli-alberi-rotanti\/","title":{"rendered":"Come contenere le vibrazioni negli alberi rotanti"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"margin: 5px 5% 10px 5%;\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/RW-smorzamento-vibrazioni.jpeg?resize=750%2C499&#038;ssl=1\" width=\"750\" height=\"499\" title=\"\" alt=\"\"><\/div>\n<div>\n<p><em>Le migliori soluzioni per il contenimento delle vibrazioni negli alberi rotanti: la scelta degli accoppiamenti con opportune caratteristiche di smorzamento permette di conseguire la combinazione ottimale tra costi di realizzazione e mantenimento delle prestazioni per tutto il ciclo di vita di una macchina rotante.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rw-italia.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">R+W Italia<\/a> gioca, coi suoi giunti ad elastomero, un ruolo importante nello smorzamento delle vibrazioni. Dinanzi a s\u00e9 ha un mercato potenzialmente immenso poich\u00e9 amplissime sono le possibili aree di applicazione di questa tipologia di giunti. I giunti ad elastomero possono infatti\u00a0 essere utilizzati ovunque siano presenti dei motori e indipendentemente dalla loro natura: siano essi elettrici o idraulici, i pi\u00f9 soggetti alle vibrazioni. Inoltre incide positivamente sull\u2019impiego di giunti ad elastomero la crescita della produzione di motori ibridi o full electric dedicati all\u2019automotive. La e-mobility \u00e8 attesa infatti a rappresentare il 55% delle vendite di area automotive \u2013 secondo alcune fonti \u2013 entro il prossimo ventennio circa. I giunti con elastomero dovrebbero perci\u00f2 godere di opportunit\u00e0 interessanti legate al mondo delle sale di misura e test per i nuovi gruppi motore. \u00c8 opportuno passare in rassegna le cause principali dell\u2019insorgere delle vibrazioni negli alberi rotanti, prima di scendere in dettaglio in merito alle soluzioni progettuali pi\u00f9 diffuse nell\u2019ambito del contenimento delle vibrazioni, oltre che dei materiali impiegati per tale scopo. Lo squilibrio nelle macchine reali viene generalmente imputato ad irregolarit\u00e0 quali quelle generate dagli errori di lavorazione, dalle variazioni dimensionali di bulloni, dadi, rivetti e saldature. Si esaminano di seguito due tecniche di equilibratura:<\/p>\n<ul>\n<li>equilibratura a piano singolo (o statica)<\/li>\n<li>equilibratura a due piani (o dinamica).<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Equilibratura a piano singolo (o statica)<\/strong><\/p>\n<p>Si consideri un elemento di macchina sotto forma di disco rotante sottile<\/p>\n<figure id=\"attachment_20508\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-1.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-20508\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-1-300x212.jpg?resize=300%2C212&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-1-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-1-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-1-1024x724.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-1-100x70.jpg 100w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-1-696x492.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-1-1068x755.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-1-594x420.jpg 594w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-1.jpg 1123w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Immagine 1. Set-up per l\u2019equilibratura a piano singolo di un disco rotante.<\/figcaption><\/figure>\n<p>(una ventola, un volano o la mola di una rettificatrice), montato su un albero. Quando il centro di massa viene spostato dall\u2019asse di rotazione, a causa di errori di fabbricazione, si dice che l\u2019elemento di macchina risulta staticamente squilibrato. Il set-up tipico della prova sperimentale, usata per determinare se il disco sia equilibrato o meno, consiste nel montare il disco su un albero supportato all\u2019estremit\u00e0 da due cuscinetti volventi, come mostrato nell\u2019<strong>Immagine 1<\/strong>. Si pone quindi il disco in rotazione, lasciando che esso raggiunga la posizione di riposo, marcando il punto pi\u00f9 in basso sulla sua superficie. Tale procedimento viene ripetuto pi\u00f9 volte, marcando ogni volta nello stesso modo. Se il disco \u00e8 equilibrato, i segni apposti sulla sua superficie risulteranno distribuiti in maniera random; se il disco \u00e8 invece squilibrato, i segni apposti tenderanno a coincidere. Lo squilibrio determinato con questa procedura viene chiamato squilibrio statico. Questa procedura viene chiamata equilibratura a piano singolo poich\u00e9 tutta la massa giace praticamente su un solo piano. L\u2019entit\u00e0 dello squilibrio viene determinata ponendo il disco in rotazione ad una data velocit\u00e0\u00a0 e misurando le reazioni nei due supporti, come mostrato nell\u2019<strong>Immagine 2<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20509\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-2.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-20509\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-2-300x212.jpg?resize=300%2C212&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-2-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-2-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-2-1024x724.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-2-100x70.jpg 100w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-2-696x492.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-2-1068x755.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-2-594x420.jpg 594w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-2.jpg 1123w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Immagine 2. Reazioni nei supporti nell\u2019equilibratura a piano singolo.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dall\u2019espressione delle reazioni indicate in figura, vengono determinati i valori di m e di r. Un set-up sperimentale alternativo per l\u2019equilibratura a piano singolo viene mostrato nell\u2019<strong>Immagine 3<\/strong>. Tale set-up prevede l\u2019impiego di un analizzatore di vibrazioni. In questo caso il disco \u00e8 dato da una mola da rettificatrice calettata su un albero rotante, il quale ha un cuscinetto montato nel punto A ed \u00e8 azionato da un motore elettrico che lo fa ruotare ad una velocit\u00e0 angolare.<\/p>\n<p>Prima di procedere alla prova, i segni di<\/p>\n<figure id=\"attachment_20510\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-3.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-20510\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-3-300x212.jpg?resize=300%2C212&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-3-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-3-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-3-1024x724.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-3-100x70.jpg 100w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-3-696x492.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-3-1068x755.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-3-594x420.jpg 594w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-3.jpg 1123w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Immagine 3. Equilibratura a piano singolo con l\u2019impiego di un analizzatore di vibrazioni.<\/figcaption><\/figure>\n<p>riferimento, chiamati anche segni di fase, vengono apposti sia sul rotore (disco della mola) che sullo statore, come mostrato nell\u2019<strong>Immagine 4<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Un rilevatore di vibrazioni viene posizionato in contatto con il cuscinetto (come mostrato nel set-up mostrato in precedenza) e l\u2019analizzatore di vibrazione viene settato ad una frequenza corrispondente alla velocit\u00e0 angolare della mola da rettificatrice. Il segnale della vibrazione (ovvero l\u2019ampiezza dello spostamento), prodotto<\/p>\n<figure id=\"attachment_20511\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-4.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-20511\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-4-300x212.jpg?resize=300%2C212&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-4-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-4-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-4-1024x724.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-4-100x70.jpg 100w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-4-696x492.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-4-1068x755.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-4-594x420.jpg 594w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-4.jpg 1123w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Immagine 4. Segni di fase nell\u2019equilibratura a piano singolo con l\u2019impiego di un analizzatore di vibrazioni.<\/figcaption><\/figure>\n<p>dallo squilibrio, pu\u00f2 essere letto sull\u2019indicatore graduato dell\u2019analizzatore di vibrazione. Una luce stroboscopica viene attivata dall\u2019analizzatore di vibrazione, alla frequenza del disco rotante. Quando il rotore gira alla velocit\u00e0 angolare, il segno di fase sul rotore appare stazionario sotto la luce stroboscopica e posizionato ad un angolo dal segno sullo statore, come mostrato nella figura precedente, per effetto del ritardo di fase nella risposta.<\/p>\n<p>Sia il ritardo di fase che l\u2019ampiezza letta dall\u2019analizzatore di vibrazione vengono annotati, entrambi determinati dallo squilibrio originario. Il rotore viene quindi fermato e un peso di prova noto viene montato sul rotore, come mostrato nella figura precedente. Quando il rotore gira alla velocit\u00e0 angolare, vengono annotati sia il segno di fase della nuova posizione angolare che l\u2019ampiezza di vibrazione, determinate dallo squilibrio combinato del rotore e del peso di prova. Tramite opportune analisi vettoriali, si determinano l\u2019entit\u00e0 e la posizione della massa di equilibratura del disco, noti i valori del peso di prova e la sua direzione rispetto allo squilibrio originario.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20512\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-5.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-20512\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-5-300x212.jpg?resize=300%2C212&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-5-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-5-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-5-1024x724.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-5-100x70.jpg 100w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-5-696x492.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-5-1068x755.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-5-594x420.jpg 594w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-5.jpg 1123w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Immagine 5. Set-up per l\u2019equilibratura a due piani.<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Equilibratura a due piani (o dinamica)<\/strong><\/p>\n<p>Il procedimento di equilibratura a piano singolo pu\u00f2 essere impiegato nel caso di squilibrio di un rotore a forma di disco, risolvendo il problema delle vibrazioni dell\u2019albero rotante su cui \u00e8 calettato. Se il rotore \u00e8 dato da un corpo rigido allungato, come mostrato nell\u2019<strong>Immagine 5<\/strong>, lo squilibrio pu\u00f2 trovarsi in un punto qualsiasi lungo il rotore stesso. In questo caso, \u00e8 pratica comune procedere all\u2019equilibratura del rotore aggiungendo pesi di bilanciamento su due piani qualsiasi. Per convenienza, i due piani vengono di solito scelti come passanti per le estremit\u00e0 del rotore, con la direzione delle loro normali parallela all\u2019asse del rotore stesso. Al fine di dimostrare che una qualsiasi massa squilibrata nel rotore pu\u00f2 essere sostituita\u00a0 da due masse squilibrate equivalenti (in due piani qualsiasi), si consideri un rotore con una massa squilibrata m ad una distanza l\/3 dall\u2019estremit\u00e0 di destra del rotore, come mostrato nell\u2019<strong>Immagine 6<\/strong>. Quando il rotore gira alla velocit\u00e0 angolare, si origina la forza F dovuta allo squilibrio mostrata in figura. La massa squilibrata m pu\u00f2 essere cos\u00ec sostituita dalle due masse m1 ed m2, posizionate alle estremit\u00e0 del rotore, come mostrato nell\u2019<strong>Immagine 7<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20513\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-6.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-20513\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-6-300x212.jpg?resize=300%2C212&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-6-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-6-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-6-1024x724.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-6-100x70.jpg 100w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-6-696x492.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-6-1068x755.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-6-594x420.jpg 594w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-6.jpg 1123w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Immagine 6. Rappresentazione della massa squilibrata nell\u2019equilibratura a due piani.<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_20514\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-7.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-20514\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-7-300x212.jpg?resize=300%2C212&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-7-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-7-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-7-1024x724.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-7-100x70.jpg 100w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-7-696x492.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-7-1068x755.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-7-594x420.jpg 594w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-7.jpg 1123w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Immagine 7. Masse squilibrate equivalenti nell\u2019equilibratura a due piani.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tali masse andranno ad esercitare le forze indicate nell\u2019Immagine precedente. Vengono anche mostrati i risultati derivanti dall\u2019equivalenza delle forze e dei momenti, che forniscono i risultati delle masse m1 ed m2 che sostituiscono la massa squilibrata m arbitraria. Nell\u2019<strong>Immagine 8<\/strong> viene mostrato il procedimento di equilibratura a due piani con l\u2019impiego di un analizzatore di vibrazioni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20515\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-8.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-20515\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-8-300x212.jpg?resize=300%2C212&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-8-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-8-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-8-1024x724.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-8-100x70.jpg 100w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-8-696x492.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-8-1068x755.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-8-594x420.jpg 594w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-8.jpg 1123w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Immagine 8. Equilibratura a due piani con l\u2019impiego di un analizzatore di vibrazioni.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Lo squilibrio totale nel rotore viene sostituito dai due pesi squilibrati US ed UD, rispettivamente posizionati nel piano di sinistra ed in quello di destra. Quando il rotore gira alla velocit\u00e0 angolare \uf077, l\u2019ampiezza e la fase della vibrazione dovuta allo squilibrio originario vengono misurate nei due cuscinetti A e B; i risultati vengono trattati come grandezze vettoriali.<\/p>\n<p><strong>Cenni sulle velocit\u00e0 critiche degli alberi rotanti<\/strong><\/p>\n<p>Quanto esposto nelle procedure di equilibratura viste in precedenza, parte da un\u2019ipotesi fondamentale: il rotore (formato dall\u2019assieme albero pi\u00f9 corpo rotante) viene considerato rigido. Nell\u2019<strong>Immagine 9<\/strong>,<\/p>\n<figure id=\"attachment_20516\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-9.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-20516\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-9-300x212.jpg?resize=300%2C212&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-9-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-9-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-9-1024x724.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-9-100x70.jpg 100w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-9-696x492.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-9-1068x755.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-9-594x420.jpg 594w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Immagine-9.jpg 1123w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Immagine 9. Rotore calettato su un albero flessibile.<\/figcaption><\/figure>\n<p>l\u2019albero \u00e8 supportato da due cuscinetti alle estremit\u00e0 e su di esso \u00e8 calettato in mezzeria un disco o rotore di massa m. Si ipotizza che il rotore sia soggetto ad un\u2019eccitazione in regime stazionario dovuta allo squilibrio della massa. Sul rotore agiranno quindi forze inerziali dovute all\u2019accelerazione del centro di massa, forze elastiche dovute all\u2019elasticit\u00e0 dell\u2019albero e forze di smorzamento interne ed esterne.<\/p>\n<p>La velocit\u00e0 critica viene quindi definita come quel valore della frequenza di rotazione di un albero che eguaglia una delle frequenze naturali dell\u2019albero stesso.<\/p>\n<p><strong>Il contenimento delle vibrazioni negli alberi rotanti <\/strong><\/p>\n<p>In molte applicazioni pratiche \u00e8 possibile soltanto ridurre le forze dinamiche che generano le vibrazioni. I principali metodi per il contenimento delle vibrazioni sono i seguenti:<\/p>\n<ul>\n<li>controllare le frequenze naturali del sistema ed evitare la risonanza per effetto di perturbazioni esterne;<\/li>\n<li>prevenire la risposta eccessiva del sistema , anche alla risonanza, introducendo un meccanismo di smorzamento o di dissipazione dell\u2019energia;<\/li>\n<li>ridurre la trasmissione delle forze di eccitazione da un componente all\u2019altro del meccanismo per mezzo di isolatori delle vibrazioni;<\/li>\n<li>ridurre la risposta del sistema tramite l\u2019aggiunta di una massa di compensazione ausiliaria o di un assorbitore delle vibrazioni.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel caso degli alberi rotanti, il contenimento delle vibrazioni in relazione alle caratteristiche proprie del rotore avviene tramite il controllo delle frequenze naturali e lo smorzamento.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<ol>\n<li><strong> Il controllo delle frequenze naturali<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Le frequenze naturali di un sistema possono essere cambiate variandone la massa o la rigidezza. In molti casi pratici, anche la massa costituisce un requisito funzionale del sistema e perci\u00f2 non pu\u00f2 essere variata. Nel caso particolare di un rotore formato da un volano calettato su un albero, la massa del volano \u00e8 prescritta dalla quantit\u00e0 di energia richiesta da accumulare in un ciclo. Rimane quindi la rigidezza come parametro da variare per alterare le frequenze naturali del sistema. Ad esempio, la rigidezza di un albero rotante pu\u00f2 essere alterata variando uno o pi\u00f9 dei suoi parametri costruttivi, come il materiale ed il numero e la posizione dei punti di supporto (cuscinetti).<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong> Lo smorzamento<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019incremento dello smorzamento negli accoppiamenti cinematici delle trasmissioni di potenza \u00e8 affiancato all\u2019incremento di rigidezza degli stessi, al fine di migliorare le prestazioni in termini torsionali e di compensazione dei disallineamenti. Nella Prima Conferenza Internazionale sugli Accoppiamenti Flessibili, tenutasi nel 1977 all\u2019Universit\u00e0 del Sussex, \u00e8 stato affermato che \u201c(\u2026)un accoppiamento flessibile, sebbene sia relativamente pi\u00f9 piccolo ed economico rispetto agli elementi di macchina che collega, costituisce una criticit\u00e0 per un qualsiasi sistema di alberi rotanti ed una buona dose di attenzione deve essere riposta nella sua scelta in fase progettuale\u201d. Molte soluzioni progettuali degli accoppiamenti prevedono l\u2019uso di elastomeri per modalit\u00e0 di carico complesse; tali materiali presentano valori del fattore di perdita \uf068 (o loss factor, pari al rapporto tra l\u2019energia dissipata per ciclo e la massima energia di deformazione immagazzinata) molto elevati e quindi caratteristiche di smorzamento interno favorevoli. L\u2019elastomero pi\u00f9 largamente usato \u00e8 il poliuretano termoplastico (TPU) che presenta valori del fattore di perdita fino a 1,1. La disposizione pi\u00f9 semplice di tali materiali \u00e8 quella in cui uno strato di elastomero \u00e8 attaccato ad uno elastico. In altre soluzioni, l\u2019elastomero costituisce il core di un materiale sandwich. Gli accoppiamenti a flessibilit\u00e0 torsionale costituiscono la soluzione progettuale pi\u00f9 immediata per la riduzione dei rischi legati all\u2019insorgenza delle condizioni di risonanza o a quella dei sovraccarichi dinamici transitori (o di entrambe). La loro influenza sulla dinamica della trasmissione \u00e8 legata ad uno o pi\u00f9 dei fattori seguenti:<\/p>\n<ul>\n<li>cedevolezza torsionale;<\/li>\n<li>smorzamento;<\/li>\n<li>non linearit\u00e0 della caratteristica di deformazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nella <strong>Foto 10<\/strong> viene mostrato un tipo di giunto a flessibilit\u00e0 torsionale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20504\" style=\"width: 234px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Foto-10.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-20504\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Foto-10-234x300.jpg?resize=234%2C300&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"234\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Foto-10-234x300.jpg 234w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Foto-10-768x985.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Foto-10-799x1024.jpg 799w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Foto-10-696x892.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Foto-10-1068x1369.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Foto-10-328x420.jpg 328w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Foto-10.jpg 1201w\" sizes=\"auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Foto 10. Giunto flessibile Dynaflex della serie LCD (fonte: https:\/\/www.lord.com\/)<\/figcaption><\/figure>\n<p>La rigidezza torsionale costituisce l\u2019indicatore principale della capacit\u00e0 di carico in condizioni di esercizio, sia per i giunti a flessibilit\u00e0 torsionale che per quelli polivalenti.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo del fornitore di componenti<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019attivit\u00e0 complessa come la soluzione dei problemi di contenimento delle vibrazioni degli alberi rotanti, pu\u00f2 trovare un valido supporto nei fornitori di componenti. \u00c8 il caso di R+W, azienda leader nella produzione di giunti e alberi di trasmissione, in grado di mettere la sua esperienza a disposizione del progettista. In tutti i settori in cui il contenimento delle vibrazioni degli alberi rotanti costituisce una criticit\u00e0 progettuale, R+W fornisce una gamma completa di soluzioni per tutte le esigenze di trasmissione quali i giunti di precisione ad elastomero della serie EK, che permettono lo smorzamento delle vibrazioni in totale assenza di gioco angolare.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20506\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Giunti-RW-Serie-EK.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-20506\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Giunti-RW-Serie-EK-300x201.jpg?resize=300%2C201&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Giunti-RW-Serie-EK-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Giunti-RW-Serie-EK-768x515.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Giunti-RW-Serie-EK-1024x687.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Giunti-RW-Serie-EK-696x467.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Giunti-RW-Serie-EK-1068x717.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/Giunti-RW-Serie-EK-626x420.jpg 626w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Giunti R+W Serie EK<\/figcaption><\/figure>\n<p>I giunti a elastomero EK combinano elevata flessibilit\u00e0 e buona resistenza. Smorzano vibrazioni e impatti compensando i disallineamenti degli alberi. Molti elementi condizionano la progettazione dei giunti a elastomero: da fattori quali il carico, l\u2019avviamento e la temperatura dipende la durata dell\u2019inserto. L\u2019elemento elastomerico \u00e8 disponibile in diverse durezze shore, per trovare sempre un compromesso adatto fa le propriet\u00e0 di smorzamento, la rigidit\u00e0 torsionale e la correzione dei disallineamenti per la maggior parte delle applicazioni. In particolare i giunti della serie EK1 con cava per chiavetta e grano si distinguono per l\u2019ottimo rapporto qualit\u00e0\/ prezzo, per l\u2019elevata concentricit\u00e0 e per essere elettricamente isolanti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_20507\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/RW-Giunto-EK1-serie-9500.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-20507\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/RW-Giunto-EK1-serie-9500-300x204.jpg?resize=300%2C204&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/RW-Giunto-EK1-serie-9500-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/RW-Giunto-EK1-serie-9500-768x522.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/RW-Giunto-EK1-serie-9500-1024x696.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/RW-Giunto-EK1-serie-9500-696x473.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/RW-Giunto-EK1-serie-9500-1068x726.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2019\/06\/RW-Giunto-EK1-serie-9500-618x420.jpg 618w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Giunto EK1 serie 9500 di R+W.<\/figcaption><\/figure>\n<p>R+W Italia si propone sul mercato come partner ideale per la fornitura di giunti, alberi di trasmissione\u00a0e limitatori di coppia\u00a0standard e \u201cspeciali\u201d, sviluppati su specifica richiesta del cliente con l\u2019obiettivo di offrire il giunto\u00a0corretto per ogni singola applicazione: l\u2019ampia gamma di prodotti comprende soluzioni per tutte le esigenze. Inoltre R+W offre al cliente un servizio completo che parte dalla fase progettuale, passa dalla fase commerciale e arriva fino alla logistica. Per una consulenza personalizzata, contattate R+W telefonicamente (02 2626 4163), via mail (info@rw-italia.it), tramite webchat disponibile sul sito www.rw-giunti.it o tramite i canali social dell\u2019azienda: potrete contare su #progettiSicuri con R+W!<\/p>\n<\/div>\n<p>L&#8217;articolo <a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/come-contenere-le-vibrazioni-negli-alberi-rotanti\/\">Come contenere le vibrazioni negli alberi rotanti<\/a> sembra essere il primo su <a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/\">Il Progettista Industriale<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/come-contenere-le-vibrazioni-negli-alberi-rotanti\/\">Vai alla fonte.<\/a><\/p>\n<p>Autore: Redazione<\/p>\n<p class=\"wpematico_credit\"><small>Powered by <a href=\"http:\/\/www.wpematico.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WPeMatico<\/a><\/small><\/p>\n<p><strong>_________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>CFD FEA Service SRL<\/strong> &egrave; una societ&agrave; di servizi che offre <em>consulenza<\/em> e <em>formazione<\/em> in ambito <strong>ingegneria<\/strong> e <strong>IT<\/strong>. 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